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Viva l'Italia

Di Gianluca Fava - 21/09/2015

Era il 17 agosto 2015 quando, insieme alla propria moglie, lo scrivente si recava in Baviera per le vacanze estive. Essa è uno dei sedici Bundesländer (Stati federati) della Germania. Alcune delle città dello Stato in questione, "toccate" dallo scrivente e tutte decisamente da visitare con estrema attenzione, sono: Monaco di Baviera, Norimberga, Augusta, Würzburg, Bamberga e Rothenburg.

Nel Cinquecento la Baviera divenne la roccaforte del mondo cattolico oltre le Alpi e migliaia di Gesuiti vi giunsero da Roma; infatti, ancora oggi, la religione maggiormente professata è quella Cattolica, come testimonia, tra l'altro, la Marienplatz (principale piazza di Monaco e cuore della stessa città), intitolata alla Madonna. Proprio quest'ultima città è, dopo Berlino ed Amburgo, la terza della Germania per numero di abitanti; ma ciò non le impedisce di essere ordinata, pulita e per nulla caotica. Essa è situata sulle rive del fiume Isar. Residenze reali, folclore ancora molto vissuto (è normalissimo incontrare persone del luogo vestite con costumi tipici), immensi parchi, musei e chiese barocche e rococò, la rendono veramente affascinante ed interessante. Se si visita la città in parola che è stata la "culla" del famoso Oktoberfest, non si può tralasciare la Cattedrale. La Rathaus, (così si chiama la sede del municipio delle città della Germania e dell'Austria), è un altro edificio da visitare. Sulla Rathaus di detta città, v'è un orologio dotato del famoso carillon a figure animate, simbolo cittadino quasi alla pari del leone e del monaco, che alle 11, alle 12 ed alle 17 di tutti i giorni, offre una bella scenografia. Tale orologio, anche se con scenografie diverse, ricorda quelli di Venezia, Norimberga, Rothenvurg e Praga. Una "carezza" da non perdere è il Castello di Nymphenburg: la residenza estiva dei Wittelsbach, ai quali è appartenuto anche il misterioso Ludovico II di Baviera, sul quale Luchino Visconti ha girato lo splendido film Ludwig. Imponente costruzione, uno dei capolavori dell'architettura barocca in Germania, viene definito una delle più belle residenze reali d'Europa.

Il gioiello più famoso della zona visitata è, però, il castello di Neuschwanstein. Situato nel sud della Baviera quasi al confine con l'Austria, esso domina dall'alto dei suoi 965 metri i paesi di Füssen e Schwangau ed il magnifico paesaggio circostante, caratterizzato da diversi laghi tra i quali spicca per bellezza il piccolo Alpsee. Per godere di una splendida vista sul castello, si consiglia di raggiungere il ponte di Maria (Marienbrücke), così chiamato in onore della regina Maria, madre di Ludovico II di Baviera. Walt Disney, rimastone affascinato, prese Neuschwanstein come modello per il castello del suo celebre film d'animazione "La bella addormentata nel bosco".

Altro straordinario luogo da visitare è l'incompiuto castello di Herrenchiemsee, che è una copia esatta di quella di Versailles. Esso, fatto erigere da Ludovico II di Baviera, si presenta come un inno alla potenza ed alla gloria del Re Sole Luigi XIV di Francia, del quale lo stravagante sovrano bavarese fu un profondo ammiratore! La sala da pranzo in forma ogivale, è arredata con i busti di Luigi XV, della duchessa di Lavalliere e delle grandi dame di corte come la contessa Dubarry e la marchesa de Pompadour. Sotto un grandioso lampadario di porcellana di Meissen, c'è un curioso tavolo, il "Tischlein-deck-dich" (tavolo che si apparecchia da sé), direttamente collegato con le sottostanti cucine attraverso uno speciale marchingegno creato per evitare che il re venisse disturbato dai camerieri mentre mangiava.

Infine, una magica esperienza che, a modesto avviso dello scrivente bisogna fare a Monaco di Baviera, è una cena al ristorante rotante. Tale esperienza è definita dall'autore di queste righe che l'ha vissuta a Sydney, un autentico generatore di vibrazioni dell'anima!

La seconda città della Baviera è Norimberga. Anch'essa è attraversata da un fiume: Pegnitz. Tale città, "nata" nel 1050 D.C., è, come Napoli per l'Italia, la "culla" delle ferrovie tedesche. A Norimberga, se da un lato furono emanate le leggi razziali del 1935, dall'altro fu celebrato il primo e più famoso processo contro i criminali di guerra nazisti. Il centro storico, che ha subito gravi danni durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, è stato in parte ricostruito e presenta tuttora edifici interessanti sotto il profilo storico e artistico. Il turista che visita la città in questione magari sgranocchiando gli elisen: gustosissimi biscotti senza farina, non può ignorare la Chiesa di San Sebaldo. Essa, che pur essendo attualmente protestante ha conservato palesemente le origini cattoliche, è un grande edificio medievale iniziato in stile romanico nel 1225-12230 e terminato in forme gotiche nel 1379, Dedicato a San Sebaldo, eremita che soggiornò nei dintorni di Norimberga nell'VIII secolo D.C. Da non trascurare è anche la casa-museo di Albrecht Dürer unitamente al museo del giocattolo, attesa l'antica tradizione artigianale; infatti, Norimberga, è anche sede dell'annuale Fiera del giocattolo (la più grande del mondo), che purtroppo è aperta solo agli addetti ai lavori.

A modesto avviso dello scrivente, però, la città di Sigena va visitata soprattutto tra la prima domenica di Avvento e la vigilia di Natale, quando si può passeggiare nel Celebre mercatino del bambin Gesù, che si dice essere stato istituito da Martin Lutero. Infine, la città dei coretti, regala agli occhi del turista anche la splendida fontana del matrimonio.

Augusta (in tedesco Augsburg), è stata fondata nel 15 a.C. Essa è, per antichità, la seconda città tedesca dopo Treviri. Detta città è sede vescovile della diocesi cattolica di Augusta. Anche questa città bavarese è situata sulle rive di un fiume: Lech. Fino alla fine del Rinascimento, Augusta fu un centro importante per l'economia e il commercio. Un cognome decisamente importante per Augusta, è Fugger: famosi commercianti, che "crearono" in città un complesso di case popolari tutt'oggi esistente e, probabilmente, uno dei più antichi al mondo, se non addirittura il primo. Inoltre, Augusta è stata anche la sede di importanti avvenimenti politici fra i quali la Pace di Augusta del 1555, con la quale venne definito lo status religioso della Germania dopo la Riforma protestante.

La caratteristica principale delle città bavaresi, ovviamente non poteva mancare a Würzburg; infatti, anch'essa è situata su un fiume: l'importante Meno. Essa è l'origine della cosiddetta Strada romantica e grazie alla celebre Residenza, è stata riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio dell'umanità nel 1981. Da visitare è ovviamente la Residenz: il palazzo residenziale dei principi vescovi. Esso è il monumento più importante della città, eretto all'inizio del XVIII secolo. Qui si può trovare un prezioso esempio della gloriosa Italia: il celeberrimo affresco di Giambattista Tiepolo.

Rothenburg ob der Tauber, o più semplicemente Rothenburg, è una delle città della cosiddetta "Strada romantica" (Romantische Straße), che comprende anche Augusta e Würzburg. Il centro storico sorge sul culmine di un colle recintato da mura che sono percorribili a piedi nel cammino di guardia. Stupenda è la veduta sulla valle del fiume con il Topplerschlosschen, grossa torre a graticcio del 1388. All'interno della città da notare il Plonlein slargo della strada principale incontro di diverse piccole strade con case a graticcio e la poderosa torre quadrata del secolo XIII sovrastante la porta detta Kobollzeller Tor. Bella è anche la piazza centrale, detta come in quasi tutte le città tedesche Marktplatz (piazza del mercato), circondata da edifici notevoli fra cui la Rathaus costituito da due parti: una classicheggiante con portico bugnato, altana e torre scalare del 1572-78 e l'altra gotica del XIII secolo sormontata da una esile torre del XVI secolo. All'interno dell'edificio del Municipio, si può visitare la gotica Kaisersaal, sala imperiale, legata al ricordo della Meistertrunk cioè la "magistrale bevuta" di vino offerta nel 1631 durante la guerra dei Trent'anni dai cittadini al maresciallo belga Johann Tserclaes, conte di Tilly, che ne approfittò abbondantemente e che salvò la città dalla distruzione. Infine, non si può tralasciare il negozio di babbo Natale più grande al mondo. Esso, aperto tutti i giorni dell'anno, è costituito da tre piani. All'interno di detto negozio, si respira una bellissima magia natalizia: provare per credere!!!

Dachau. Se ci si trova in Baviera, a prescindere dal colore politico, non si può non andare a visitare il campo di concentramento di Dachau: il primo, aperto il 22 marzo 1933. Esso, è una testimonianza storica tanto cruda ed assurda, quanto necessaria: dal campo di concentramento di Dachau si esce decisamente migliori!!!

Il dott. Mario Mirabile, attuale presidente della sezione provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Napoli, in un articolo pubblicato in superando.it, affermava circa l'expo di Milano: "Indubbiamente esso presenta tanti accorgimenti per le persone con disabilità: ingressi dedicati, biglietterie esclusive, sconti che consentono l'ingresso gratuito agli accompagnatori, chilometri di percorsi LOGES [pavimenti tattili, N.d.R.] e decine di mappe tattili. Chi non conosce a fondo la disabilità non può che plaudire a tutti questi accorgimenti, ma un non vedente non può essere soddisfatto. All'interno dei padiglioni dei diversi Paesi, infatti, non è previsto quasi nulla per i non vedenti e gli ipovedenti. I filmati, le scenografie, le mappe sono pressoché inaccessibili alle persone con disabilità visiva, le quali devono affidarsi alle descrizioni più o meno precise dei loro accompagnatori. Quasi sempre poi, vicino agli oggetti esposti, c'è il classico divieto di toccare e se solo ci si azzarda ad allungare una mano, c'è subito pronto l'addetto che richiama ad osservare il veto, come se si trattasse di reperti storici o archeologici, e senza tenere conto che questi padiglioni tra poco più di tre mesi verranno completamente smantellati. Tutto ciò che è interattivo, infine, è praticamente off-limits per i minorati della vista.

E allora la domanda sorge spontanea: a cosa è servito spendere tanti soldi per installare percorsi pedotattili, se i non vedenti sono comunque costretti ad essere accompagnati?" Come dargli torto!

L'autore di queste righe, però, anche alla luce del viaggio descritto, deve sostenere che quanto illustrato giustamente da Mirabile a proposito dell'expo, deve essere paradossalmente apprezzato, se si pensa che nella PERFETTA Baviera, non esistono percorsi pedotattili, nelle bellezze illustrate non può essere toccato nulla e, sugli ordinati, puliti ed interi marciapiedi, ci sono soprattutto a Monaco di Baviera, delle piste ciclabili per nulla "segnalate" ai privi della vista, nelle quali i ciclisti sono praticamente "autorizzati" a fare tutto: anche ad investire i pedoni senza incorrere in alcuna sanzione!

Per non parlare delle persone in carrozzina, le quali non possono accedere in nessuno dei bellissimi castelli dei quali abbiamo parlato!

Quindi, almeno in questo caso, premesso che in Italia circa l'accessibilità dei luoghi in generale si può e si deve fare ancora moltissimo, invece di esclamare povera Italia, si deve urlare VIVA L'ITALIA!!!

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