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Una buona legge

Di Gianluca Fava - 07/07/2014

Era il 17 maggio 2014, quando entrava in vigore la Legge n° 67 del 28 aprile dello stesso anno.

Tale norma, se da un lato detta altre importanti ed utili garanzie per le persone "colpite" da un procedimento penale, dall'altro crea qualche perplessità, generando confusione. L'articolo 1, ad esempio, parla di pena dell'arresto domiciliare; ma, non per fare il professore che non sono, l'arresto domiciliare non era una misura cautelare e non una pena? Il medesimo articolo 1, però, prevede anche una bella novità: la possibilità di applicare anche la sanzione del lavoro di pubblica utilità: la prestazione di attività non retribuita, in favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato. Tali attività non possono essere svolte per un periodo inferiore a dieci giorni, ma per non più di otto ore al giorno, salvaguardando, comunque, le esigenze di studio, di lavoro, familiari e di salute del sottoposto.

L'articolo due, invece, prevede una... Sorta di... Amnistia mascherata, trasformando in illeciti amministrativi tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell'ammenda, ad eccezione, fortunatamente, delle seguenti materie: edilizia e urbanistica; ambiente, territorio e paesaggio; alimenti e bevande; salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; sicurezza pubblica; giochi d'azzardo e scommesse; armi ed esplosivi; elezioni e finanziamento ai partiti; proprietà intellettuale e industriale; alcune ipotesi di atti osceni e pochi altri!!!

Inoltre, l'articolo tre istituisce, anche per i maggiorenni, la sospensione del procedimento per messa alla prova dell'imputato.

Questo importante ed utile istituto, applicabile solo ai reati per i quali è prevista la sola pena pecuniaria e per i reati per i quali è prevista la pena detentiva che, sola o congiunta a pena pecuniaria, non sia superiore nel massimo a quattro anni di reclusione nonchè per tutti reati previsti dall'articolo 550 del Codice di procedura penale, comporta la prestazione di condotte volte all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose derivanti dal reato, nonchè, ove possibile, il risarcimento del danno dallo stesso cagionato. Comporta altresì l'affidamento dell'imputato al servizio sociale, per lo svolgimento di un programma che può implicare, tra l'altro, attività di volontariato di rilievo sociale, ovvero l'osservanza di prescrizioni relative ai rapporti con il servizio sociale o con una struttura sanitaria, alla dimora, alla libertà di movimento, al divieto di frequentare determinati locali.

La concessione della messa alla prova è inoltre subordinata alla prestazione di lavoro di pubblica utilità.

La sospensione del procedimento con messa alla prova dell'imputato non può essere concessa più di una volta; ma vi è di più: l'istituto in parola, sospende la prescrizione del reato, ma il suo esito positivo, estingue il reato!

La sospensione del procedimento di cui sopra, che può essere chiesta e disposta durante l'indagini preliminari, all'udienza preliminare o prima dell'apertura del dibattimento, non può essere superiore a due anni quando si procede per reati per i quali è prevista una pena detentiva sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria; superiore ad un anno quando si procede per reati per i quali è prevista la sola pena pecuniaria!

Un'altra "rivoluzione" scaturita dal dettato in esame, è quella prevista dagli articoli 9 e seguenti; infatti, il combinato disposto dei succitati articoli, "cancella" dalla procedura penale italiana l'istituto della "contumacia", eliminandone ogni riferimento. La ratio di tale "epurazione" è ottima: accertarsi, oltre ogni ragionevole dubbio, che l'imputato sia totalmente, sicuramente e certamente a conoscenza che c'è un processo penale a suo carico. Se l'imputato risulta irreperibile, il giudice dispone con ordinanza la sospensione del processo, per un periodo non superiore ad un anno.

Durante tale periodo, i termini di prescrizione del reato sono sospesi.

Il periodo di sospensione può essere rinnovato. Il giudice, se durante la sospensione si palesa la presa di coscienza del processo da parte dell'imputato, revoca la sospensione ed il processo riprende!

Altre disposizioni interessanti contiene la Legge in questione, ma si tralasciano per non tediare ulteriormente il cortese e paziente lettore.

Solo un'ultima opinione si desidera esprimere: anche se, come afferma giustamente il Magistrato della Corte di Cassazione dott. Raffaello Magi l'assenza di espressa disciplina transitoria, determina consistenti dubbi circa le modalità applicative del principio generale di cui all'art. 11 delle cd. preleggi sul terreno processuale, la Legge n° 67 del 28 aprile 2014 non sarà la migliore in assoluto che potesse essere emanata sui temi trattati, ma, a modesto avviso di chi scrive, può essere considerata veramente una buona Legge!!!

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