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Una stagione veramente importante

Di Gianluca Fava - 13/07/2015

Era il giugno 2015 quando a Napoli, nei giorni 11 e 12, all'Università degli Studi "Parthenope" Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aula MAGNA - Centro Direzionale Isola C4, si teneva un'importantissimo convegno organizzato dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, dal titolo "IL LAVORO FA PER ME!"

Tale evento godeva del supporto organizzativo e finanziario dell'I.Ri.Fo.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione). Paolo Bentivoglio, uno dei padri nobili dell'U.I.C.I. a suo tempo scriveva: "Il lavoro è luce che ritorna"! Come dargli torto!

Mario Barbuto, attuale Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, affermava: "il lavoro come diritto e come opportunità, è l'unica via da percorrere per una vera emancipazione civile e per una effettiva indipendenza delle persone con disabilità".

I dati noti confermati anche dal Ministero del Lavoro, ci parlano di oltre il 75% di persone con disabilità visiva disoccupate.

Basti quanto sin qui esposto per apprezzare la lodevole iniziativa in questione, anche perchè, nel terzo millennio, purtroppo le persone con disabilità sono ancora considerate un peso per la società e delle stesse ci si ostina ad ignorare disagi, bisogni, esigenze e, si ritiene di non esagerare, anche capacità e potenzialità.

I media, grazie a Dio, davano grande risalto all'iniziativa de quo, evidenziando soprattutto alcuni importanti contenuti; infatti, proprio "il lavoro fa per me" "partoriva", tra l'altro, una proposta epocale: la possibilità di riumire l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti con la F.I.S.H. (Federazione Italiana per il superamento dell'Handicap), per la quale la proposta del succitato Presidente Barbuto veniva pubblicamente accolta da Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH.

Ci siamo? In un Italia dove i lavoratori sono spaccati e divisi da troppe sigle, almeno le persone con disabilità lo saranno meno? L'avvio di un cammino così importante, riuscirà a dàre linfa vitale anche alla F.A.N.D. (Federazione delle Associazioni Nazionali dei Disabili?

Un grande neo dei lavori in esame, tuttavia, a modesto avviso dello scrivente deve essere evidenziato: la scarsa attenzione, rispetto al lavoro dipendente, dedicata alle libere professioni. Esse, infatti, sono svolte in Italia da molti non vedenti, ma sono ancora viste con ignoranza e scetticismo dai più!

Ciò, a sommesso parere di chi scrive, deve essere considerata un'occasione persa attesa l'enorme presenza all'evento della stampa (il quarto potere) e della classe politica anche nazionale, senza trascurare la partecipazione attiva ai lavori in qualità anche di moderatore, dell'avvocato non vedente Paolo Colombo.

A tale proposito, un plauso deve essere fatto a Philippe Chazal, il quale, in un italiano perfetto, ha illustrato in maniera splendida le attività lavorative svolte dai privi della vista in tutti i continenti, parlando, egli sì, anche delle libere professioni!

Certo tutto è perfettibile, ma la forte sensazione è quella che, non solo con "il lavoro fa per me" si sia inboccata una strada veramente giusta, ma, che si sia anche inaugurata una stagione veramente importante per i disabili visivi italiani e, forse, per tutte le persone con disabilità!!!

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