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Un sorriso intriso di speranza

Di Gianluca Fava - 25-09-2008

Quando si parla di una città o di una Regione del sud, tutti, soprattutto i mass-media, si "divertono" a raccontare solo di criminalità organizzata, rifiuti e disoccupazione e nessuno cerca di pubblicizzare monumenti, mostre, musei e folclore.

Era l'otto Agosto 2008 quando lo scrivente partiva per la Sicilia (il sogno di sempre) per trascorrere le vacanze estive. La prima tappa della vacanza era Palermo.

Questa città è stupenda anche perchè è piena di contrasti, talvolta molto forti; infatti, nel capoluogo siciliano ci si può imbattere ad esempio: nell'eleganza di Via Libertà piena di negozi lussuosi, o nel degrado del rione S. Filippo Neri ex Rione Zen; nel folclore del mercato della Vucciria e nella maestosità della cattedrale dove, tra gli altri, riposano Federico II e sua moglie Costanza d'Aragona; nello splendore della Cappella Palatina situata all'interno del Palazzo Reale detto Palazzo dei Normanni, e nella deludente modestia del teatro Vittorio Emanuele, da tutti conosciuto semplicemente come teatro Massimo; infatti, questo teatro è, a sua volta, caratterizzato da una splendida facciata (sembra un tempio), mentre all'interno, a modesto avviso di chi scrive,niente di eccezionale se lo si paragona, ad esempio, al S. Carlo di Napoli; nel commovente santuario di Santa Rosalìa e nel popolare braccio di mare di Mondello, al quale, comunque, i Palermitani sono molto legati e nelle macabre catacombe dei cappuccini.

Nel capoluogo siciliano, dove gelati superlativi, dolci straordinari, granite da favola, un'ottima pasta con le sarde, il gustosissimo pane con la milza di vitello (pani ca' meusa) e sfincione (sorta di focaccia) accarezzano soavemente il palato, si consiglia di non perdere assolutamente lo spettacolo dei Pupi, straordinaria forma di arte teatrale in via di estinzione e dal 2001 patrimonio dell'UNESCO.

Eccezionale è anche Monreale, il cui duomo offre l'estrema dimora a Guglielmo II d'Aquitania. Inoltre, all'interno dello stesso duomo, è possibile visitare la splendida Cappella del Crocifisso e la Cappella del Tesoro.

A Corleone, invece, da non perdere sono la cascata delle due rocche, la chiesa Madre, la chiesa di S. Agostino con il superlativo oratorio della Madonna del Soccorso che si trova al suo interno, il museo Etnografico ed il museo civico.

Quindi, coraggio, si scaccino scetticismo, pregiudizi e convinzioni distorte e si visiti quella che Carlo V il 12/1/1556, chiamò Animosa Civitas! Altra tappa della vacanza in questione degna di menzione, è l'affascinante e trascurata Valle dei Templi di Agrigento anch'essa patrimonio dell'UNESCO, nonché il suggestivo Teatro Greco di Taormina.

I nei, quali sono?

Palermo è una città straordinariamente bella; ma se non fosse per gli autobus turistici muniti di cuffiette attraverso le quali si può apprendere (nei dettagli ed in diverse lingue) la storia e la descrizione minuziosa di strade e monumenti, il turista si sentirebbe spaesato, attesa la parziale inefficienza degli uffici del turismo e la quasi totale assenza di guide in quasi tutti i monumenti e musei come, ad esempio, accade nelle fantastiche Chiese della Martorana e di S. Cataldo, nonché nella succitata Cappella Palatina; ma vi è di più, I luoghi da visitare non sono tutti aperti (vedi la Chiesa Casa Professa), se sono aperti non lo sono tutti i giorni (vedi il Palazzo Reale), se sono aperti tutti i giorni, lo sono solo per pochissime ore e, per di più, in orari molto scomodi per un turista come accade, ad esempio, per la chiesa di S. Ignazio all'olivella.

A tal proposito, bisogna anche dire che il museo diocesano è interessante, ma troppo povero se lo si paragona a quello di Catania, il quale appare decisamente più bello e più ricco!

Inoltre, per la serie l'Italia ci tiene tantissimo al suo patrimonio, l'antica sede del mercato alla Valle dei Templi di Agrigento, è diventata un parcheggio per automobili e l'abusivismo edilizio ha fatto il resto, facendo "spuntare" palazzi modernissimi proprio nel pieno dell'area archeologica. Tali edifici risultano stranamente, "regolarmente" abitati.

Un altro scempio da segnalare, è il suggestivo teatro di Taormina, nel quale la prepotente mano dell'uomo moderno ha istallato dei semplici sedili in plastica, in luogo degli originari sedili in tufo. Tale modifica fa passare detto teatro, probabilmente ancora in funzione, in secondo piano rispetto allo splendido teatro di Epidauro in Grecia, esso sicuramente ancora in funzione.

Trenitalia, inoltre, ci mette del suo; infatti non sono previsti eurostar per Palermo da nessuna città di Italia, i treni regionali che si muovono all'interno della Sicilia sono al dir poco indecenti ed all'interno delle stazioni ferroviarie governano incontrastati disordine e pressappochismo! In conclusione, però, si vuole affermare con convinzione che Palermo e la Sicilia (come Napoli e la Campania) sono assolutamente da visitare per diversi giorni, più di una volta e senza stupidi pregiudizi.

Tali città, infatti, sono legate dallo stesso filo conduttore e, malgrado siano maltrattate dai mass-media e dalla classe politica, spesso calpestate anche dai loro stessi abitanti, oggetto di una diffidenza eccessiva che appare come un marchio indelebile, sembrano tuttavia essere continuamente in cerca di coccole, di complimenti, di parole dolci: di ritornare ad essere uno spot per l'italia nel mondo e non soltanto fonte di allarmi sociali veri, ma spesso esasperati.

Tale situazione non fa altro che danneggiare, in questo modo, l'immagine di tutta Italia.

Malgrado ciò, le due "cenerentole" di Italia continuano a sorridere: un sorriso triste, ma pur sempre un dolce sorriso intriso di speranza!!!

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