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Progresso o regresso?

Di Gianluca Fava - 12/10/2016

RIMINI- Il XXXIII congresso nazionale tenutosi il 6,7 e 8 ottobre 2016, ha costituito un momento storico per l'Avvocatura italiana. I delegati congressuali eletti nei singoli distretti, infatti, hanno approvato una mozione che ha consentito la "nascita" di un nuovo Organismo di rappresentanza politica: OCF.

Il nuovo soggetto dovrebbe costituire, anche attraverso i COA (Consiglio dell'Ordine degli Avvocati), un più stretto collegamento con la base ed i territori ed, in tal modo, rappresentare con maggiore forza l'Avvocatura.

L'OCF sarà, rispetto all'organismo precedente, meno pletorico poichè ridotto nei numeri e, quindi, più efficiente ed in grado di portare una voce unitaria rispetto ai bisogni, alle proposte e alle aspettative riguardanti l'Avvocatura, nonché dovrebbe facilitare il rapporto con il mondo della giustizia in genere e con la politica.

Tutto ciò, nel tentativo di ricomporre un dualismo spesso lacerante con il CNF (Consiglio Nazionale Forense), che ha consentito, in questi anni, alla politica, alla Magistratura ed all'opinione pubblica in genere, di ritenere l'Avvocatura divisa e, dunque, debole sui temi più importanti e, per certi versi, scottanti, assegnando compiti chiari e specifici di rappresentanza.

Il distretto della Corte di Appello di Napoli, in piena libertà, con la sua folta delegazione congressuale, anche se con alcuni distinguo, ha avuto un ruolo determinante per il successo del nuovo progetto, esprimendo un voto a favore della mozione congressuale.

"Saggiamente, non vi è stato alcun tentativo di condizionare la scelta dei singoli ed", come ha affermato anche Armando Rossi attuale presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, "in piena libertà, ed a seguito del serrato confronto, in larghissima maggioranza, i delegati ed il capo delegazione hanno ritenuto che il pericolo derivante dai rischi che il cambiamento inevitabilmente pone, fossero inferiori a quelli conseguenti alla situazione di stallo, alla scarsa rappresentatività ed alla conflittualità venutasi a determinare con l'organismo già esistente". Del resto, era quasi inevitabile che, dopo oltre venti anni, fosse necessario rivedere il concetto di rappresentanza e, dunque, riformare l'organismo a ciò deputato, per renderlo più attuale ed efficiente riispetto ai tempi ed alle sfide che ci attendono.

Forse si poteva fare meglio e di più del resto tutto è perfettibile, ma in questo momento, un cambiamento era assolutamente necessario e nulla esclude, almeno si spera, che ove ritenuto opportuno, vi possano essere successivi correttivi o integrazioni, sempre nell'ottica di una maggiore efficienza e diffusa rappresentanza di interessi e territori.

Adesso si spera che questo Organismo consentirà a Napoli ed all'intero Distretto, di rappresentare con maggiore forza ed autorevolezza i tanti e gravi problemi che vive la classe - in special modo al sud - sui temi che riguardano la crisi economica, il crollo dei redditi professionali, la marginalizzazione della professione, le difficoltà degli avvocati con disabilità ed in gravidanza, l'inefficienza delle strutture giudiziarie, le disfunsioni causate da carenza di personale magistrati ed amministrativi ed altro ancora.

Il successo di questo nuovo soggetto ed i risultati che conseguiranno saranno possibili, a modesto e sommesso avviso dello scrivente, solo se vi sarà un lavoro sinergico attraverso la costante, proficua e partecipata interlocuzione con le componenti e le anime tutte dell'Avvocatura: se i galli a cantare dimostreranno di non essere troppi come spesso è accaduto in passato, perchè disposti a cantare in coro per il bene dell'avvocatura e quindi della Giustizia: dei cittadini.

Staremo a vedere.

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