Vai al contenuto della pagina Vai al menu di navigazione

Studio Legale Fava

Logo dello Studio Legale Fava con immagine di pagine di quotidiani
Ti trovi in: Home > La nostra opinione > Lettera al ministro

Lettera al ministro

Di Gianluca Fava - 07-07-2008

Caro lettore, era il 01.07.2008 quando il sottoscritto scriveva al guardasigilli Angelino Alfano attraverso l'indirizzo e-mail angelino.alfano@giustizia.it.

Il testo integrale di detta e-mail è quello che segue, al fine di renderti partecipe di quello che è stato scritto al Ministro di giustizia, nella speranza che anche tu possa farne tuo il contenuto e contattarlo per le stesse ragioni dello scrivente.

ON.LE sig. Ministro Angelino Alfano, chi Le scrive è un avvocato penalista di trentasei anni.

Il sottoscritto non ha mai partecipato ad un concorso non solo e non tanto per scarsa fiducia (sicuramente infondata) nell'organizzazione dei concorsi e nel metodo e nella trasparenza dell'assegnazione dei posti messi a concorso, ma, soprattutto, per l'Amore vero, sconfinato ed incondizionato che lo scrivente ha sempre avuto per il diritto (soprattutto penale) e per l'avvocatura: per la Toga.

La nota dolente, però, è costituita da diversi elementi: la città dove l'autore della presente esercita la professione forense: Napoli, la mancanza di uno studio legale avviato alle spalle, il numero sempre maggiore di avvocati "tuttologi" che, per occuparsi di più branche del diritto, finiscono con il creare un "ingorgo" che, non solo non frutta quanto si spera, ma finisce spesso anche con il danneggiare colleghi e, nella peggiore delle ipotesi, anche l'ignaro cittadino e ciò spesso anche a dispetto della deontologia professionale, violando, tal volta, anche l'articolo 12 del codice deontologico.

Inoltre sig. Ministro, non solo la procedura relativa alla liquidazione del patrocinio a spese dello Stato (ciambella di salvataggio per molti giovani) deve essere migliorata e snellita, ma anche la tanto vituperata figura del difensore di ufficio deve ritrovare dignità, stimolo e serietà professionale, atteso che, almeno a Napoli ed in Campania, la relativa normativa sembra essere stata scambiata per un'autorizzazione per la persona "colpita" da un procedimento penale a non contattare il difensore nominatole di ufficio, quindi non avere un'adeguata difesa, quindi non presentarsi nemmeno in aula in caso di processo, quindi non retribuire il professionista che non può abbandonare la difesa nè tanto meno rinunciare alla nomina conferitagli dallo Stato costringendolo spesso ad un umiliante e frustrante recupero del credito con tutto quello che, umanamente, ne può derivare!

Sig. Ministro, Ella è giovane, è un tecnico del diritto, è un uomo del sud e per queste ragioni non può non ascoltare questo grido disperato di un giovane penalista meridionale, i cui genitori non sono avvocati, che vorrebbe onorare sempre al meglio la toga che ama dal più profondo dell'anima, ma che una distorta interpretazione della difesa di ufficio, la lungaggine burocratica del patrocinio a spese dello Stato e la persistente unificazione degli albi degli avvocati presso i Consigli dell'Ordine con il conseguente libero accesso dei legali senza alcuno sbarramento a tutte le branche del diritto, sta rendendo ardua (soprattutto per i giovani e, tra questi, soprattutto per chi non è "figlio di arte") una delle più belle professioni del mondo, ma, purtroppo, non a causa di una magari pure auspicata rigidità circa la formazione e la preparazione degli avvocati Italiani, bensì solo e quasi esclusivamente per una dilagante e cattiva interpretazione di molte norme, per l'eccessiva burocrazia circa determinate disposizioni legislative e per troppe lacune circa taluni istituti.

Quanto sin qui esposto, unitamente alla sempre più necessaria separazione delle carriere tra Magistratura giudicante e Magistratura inquirente, il Decreto Bersani e la fallimentare idea delle attività di formazione professionale continua, sta svilendo la professione che fu di Cicerone!

Fiducioso in un Suo cortese accoglimento della presente, Le invio i miei più distinti saluti.

Commenti

Se vuoi commentare questo o altri articoli, puoi unirti agli amici dello Studio Legale Fava che si incontrano tutti i giorni sulla nostra pagina Facebook.

Commento di: treanni del 10/7/2008
la vita è una continua lotta per quello in cui crediamo e anche se è retorica la cosa noi non dobbiamo mollare,insieme si è forti e quando è il cuore a gridare le voci vengono ascoltate.
Commento di: Gianluca Fava del 10/7/2008
Carissimo/a, prima di tutto grazie di cuore per aver lasciato un tuo commento! Hai proprio ragione, proprio per questo almeno i giovani dovrebbero sempre cercare di far sentire la loro voce! Ritorna presto a farci visita, cordialità .
Commento di: Giuseppe del 17/3/2009
Complimenti per la lettera avv.Fava. Sono un laureando della laurea specialistica e sono sempre più demoralizzato per come vanno le cose nell'ambito della professione che mi piacerebbe intraprendere (quella forense). Anche io come lei non sono figlio d'arte e mi creda è davvero difficile riuscire a sostenere gli ultimi esami sapendo ciò che mi aspetta dopo...secondo lei c'è qualche speranza per chi come me ha tanta passione per il diritto ma zero soldi? Grazie
Commento di: Gianluca Fava del 16/8/2009
Egr. lettore, prima di tutto mi scuso con la S.V. per l'enorme ritardo con il quale rispondo! Certo che ella ha speranze! Se ha passione, entusiasmo e convinzione, non molli mai, studi sempre tanto anche dopo la laurea e durante l'esercizio della professione e ce la farà  sicuramente! Ricordi sempre: AVVOCATI SI NASCE! Ritorni presto in questa sezione e ad maiora!