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La ciliegina sulla torta!

Di Gianluca Fava - 21/05/2012

Stiamo veramente precipitando, SI SALVI CHI PUO'!

A Napoli, come più volte si è denunciato sia nella presente sezione che in blogstudiolegalefava.com, si celebrano processi in condizioni ai limiti dell'illegalità.

In questo quadro generale, chi scrive ritiene meritevole di un sincero plauso, lo sforzo che Il Presidente del Tribunale di Napoli, il Procuratore della Repubblica presso il medesimo Tribunale, il Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati della stessa città, il Presidente della Giunta Distrettuale dell'A.N.M (Associazione Nazionale Magistrati) ed il Presidente della Camera Penale sempre del capoluogo campano, hanno fatto accordandosi su alcuni punti che, dicendola lunga sul modo di fare Giustizia a Napoli, sono e dovrebbero essere scontati, ma, che, purtroppo nella terza città di Italia non lo sono.

Orario di inizio delle udienze: L'udienza penale dibattimentale, monocratica e collegiale, deve iniziare sempre alle ore 9,00 e comunque entro e non oltre le ore 9,15. Io mi domando: tale orario era già previsto dalla Legge o mi sbaglio?

Tutti i giudizi ordinari devono essere fissati in prima comparizione – dal Pm o dal GUP – sulla base di conformi indicazioni provenienti dalla Presidenza del Tribunale alle ore 9,00. Io mi domando ancora: allora, ciò non era già previsto dalla Legge?

Le parti ed il giudice devono assicurare la propria presenza in aula alle ore 9,00, al fine di programmare l'udienza dando disposizioni sulla traduzione dei detenuti, valutando preliminarmente eventuali impedimenti e la presenza di tutte le "relate" di notifica dei testimoni, prendendo contatti sulle ipotesi di applicazione della pena da sottoporre al giudice.

Io, sbalordito, mi chiedo dopo aver letto più volte queste affermazioni sul sito della Camera Penale di Napoli: è sempre stato così o no?

Udienza di smistamento innanzi al Tribunale in composizione monocratica e collegiale.

Sia per il rito collegiale che per quello monocratico, con eccezione dei giudizi con imputati detenuti anche solo agli arresti domiciliari o per reati prossimi alla prescrizione, la prima udienza di ogni processo è dedicata allo "smistamento" dello stesso e, pertanto:

  • si procede all'accertamento in ordine alla regolare costituzione del rapporto processuale, anche con riferimento all'assistenza del difensore di ufficio all'imputato che sia privo di quello di fiducia o alla nomina di un sostituto processuale ai sensi dell'art. 97 comma IV c.p.p. (avvocato di ufficio immediatamente reperibile);
  • si procede alla discussione delle questioni preliminari ed all'apertura del dibattimento;
  • vengono ammessi i mezzi di prova e concordato con le parti il programma dell'istruttoria dibattimentale;
  • si procede alla definizione dei giudizi per ragioni processuali e di prescrizione nonché alla definizione dei giudizi ex art. 444 c.p.p. (mediante patteggiamento) e dei giudizi abbreviati non condizionati all'assunzione di prove dichiarative;
  • non si procede all'assunzione delle prove (pertanto le parti non procedono per tale udienza alla citazione dei propri testi, né il giudice autorizza la citazione).

Nel caso in cui testimoni, consulenti o periti siano presenti in aula, l'esame avrà luogo solo se vi è consenso del P.M. e del difensore, preferibilmente in orario successivo alla trattazione dei giudizi fissati in prima comparizione, concordata in udienza con le parti.

Perdonatemi, ma per prassi (non per Legge) a Napoli si faceva già così o ricordo male?

Per "reati prossimi alla prescrizione", si intendono quei reati per i quali la prescrizione si maturi entro l'anno dalla prima udienza.

Fasce orarie per la trattazione dei processi.

> I° fascia : ore 9,00 - ore 12,00

> II° fascia : ore 12,00 - ore 16,00

Fin dalla prima udienza dedicata allo smistamento dei processi e quindi celebrata all'interno della prima fascia oraria, il rinvio di ogni singolo processo sarà disposto con puntuale indicazione a verbale non solo del giorno ma anche della fascia oraria nella quale avrà luogo la trattazione.

Io sono curioso di vedere come si riuscirà a rispettare ed a far rispettare le fasce orarie, atteso che è praticamente impossibile sapere la durata di un processo penale e, di consequenza, l'inizio del successivo?

All'interno delle singole fasce, l'ordine di trattazione terrà conto delle prenotazioni dei difensori.

Nel formale il ruolo, il giudice tiene conto delle fasce orarie in cui i giudizi sono fissati o rinviati.

Nell'ambito delle singole fasce, nel formare il ruolo e comunque nell'effettiva trattazione, il giudice dà la precedenza ai giudizi direttissimi ed a quelli con imputati detenuti anche per reato diverso da quello per cui si procede, nonché, anche su segnalazione in aula delle parti, ai giudizi per i quali si riscontrino nullità, difetti di notifiche od altre fattispecie processuali (quali legittimo impedimento a comparire dell'imputato o difensore, intervenuta remissione di querela, difetti di procedibilità, già maturata prescrizione del reato e simili), che possono portare ad una immediata definizione o rinvio del giudizio.

Quindi, chiede ancora il tampinatore scrivente, come si farà a rispettare l'ordine di prenotazione di cui sopra?

Nel caso in cui gli Uffici Giudiziari o le Parti abbiano precedente conoscenza della impossibilità di celebrazione dell'udienza o del singolo processo, ne danno tempestivo avviso alle parti ed alla cancelleria del giudice o collegio interessato. In tal caso, P.M. e difensori provvederanno autonomamente ad informare per le vie brevi i testimoni delle rispettive liste che non dovranno comparire in udienza.

Qualora il rinvio dell'udienza sia determinato da cause relative al Giudice, lo stesso provvederà, nei medesimi tempi e con le medesime formalità, ad avvertire le parti.

Orario di conclusione delle udienze

La trattazione dei processi non potrà proseguire oltre le ore 16,00. Solo per la definizione dell'attività in corso, l'udienza potrà protrarsi fino e non oltre le ore 17,00, salvo che tutte le parti prestino il consenso a procedere anche oltre tale orario. Soltanto nel caso di processi con imputati detenuti, i cui termini massimi di custodia cautelare scadano entro 60 giorni, l'udienza potrà protrarsi fino alle ore 20,00.

Gianluca Fava osserva sconsolato: quindi, alle 16 non si finirà mai o quasi mai!

Tutela della maternità del difensore

In caso di istanza di rinvio avanzata da difensore che versi nelle condizioni previste dall'art. 16 T.U. 151/01 (due mesi antecedenti la data presunta del parto e tre mesi successivi al parto medesimo), il giudice valuterà la possibilità e l'opportunità di accogliere la richiesta di rinvio dell'udienza, tenuto conto dell'urgenza, della volontà delle altre parti e del numero dei soggetti processuali.

L'avvocato Fava domanda ancora: dove è finito il buon senso e/o la galanteria?

I diversamente abili, invece, possono aspettare?

Nell'organizzazione e trattazione delle udienze, il giudice terrà conto dell'eventuale richiesta di priorità avanzata dal difensore in evidente o documentato stato di gravidanza o in periodo di allattamento.

Aiutoooooooooooo!!!!!!! Per piacere spiegatemi: l'eventuale allattamento, come si potrà e/o dovrà documentare?

Gli uffici di cancelleria terranno conto dell'evidente o documentato stato di gravidanza degli avvocati, cercando di dare loro la precedenza nello svolgimento degli adempimenti di ufficio; ma Come, non si può sapere!

Uso della toga

Giudici, Pubblico Ministero e Difensori hanno l'obbligo di indossare la toga in tutte le udienze (comprese le udienze preliminari e quelle innanzi al Tribunale del Riesame). I Giudici Popolari avranno cura di indossare abiti consoni alla delicata funzione svolta.

Gianluca Fava esclama: era già previsto dalla Legge!

Il Consiglio dell'Ordine si impegna a vigilare sul rispetto di tale obbligo. Il discolo autore di queste righe allora sbotta: speriamo non come ha fatto fino ad oggi!

Difensori di ufficio

I difensori, tenuto anche conto delle indicazioni e delle norme deontologiche elaborate dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati nel febbraio 2003, hanno l'obbligo di assicurare la propria reperibilità nel giorno di turno assegnato e la propria assistenza per tutta la durata del procedimento.

A questo punto, una domanda sorge spontanea: I difensori di fiducia nominati nelle more, avviseranno mai quello di ufficio nominato ab origine, o continueranno a farlo andare inutilmente e scorrettamente in aula?

Il Giudice deferisce al Consiglio dell'Ordine il Difensore di ufficio nominato ex art. 97, co. 1, c.p.p. che, senza valida giustificazione, non si presenti in udienza, così come il Difensore di turno per le sostituzioni, ex art. 97, co. 4, c.p.p., che non si renda reperibile, violando le regole del turno stabilite dal Consiglio dell'Ordine: tanto, solo nel caso in cui il comportamento del difensore comporti il rinvio del processo.

Scusate, ed il difensore di fiducia che non compare in udienza senza un legittimo impedimento, invece?

Il presente Protocollo non potrà, in ogni caso, costituire strumento per esigere dal Giudice prassi o provvedimenti contrastanti con norme processuali od ordinamentali.

Meno male! Questa poi, in conclusione, mi sembra un'inutile ed ovvia ciliegina sulla torta!!!

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