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Una nuova Cassandra!

Di Gianluca Fava - 6/01/2014

Era il 17 dicembre 2013, quando il Governo Letta varava il DECRETO-LEGGE recante misure urgenti in tema di ordinamento penitenziario e di sovraffollamento carcerario.

Il nuovo decreto legge in materia penitenziaria nasceva dalla necessità di restituire alle persone detenute la possibilità di un effettivo esercizio dei diritti fondamentali e di affrontare il fenomeno dell'ormai endemico sovraffollamento carcerario, nel rispetto delle fondamentali istanze di sicurezza della collettività.

Allora, ci si domanda, perchè sono state chiuse, ad esempio, carceri come Procida e Ventotene?

Grazie anche alle sollecitazioni provenienti dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dalla Corte costituzionale e dalla Corte europea dei diritti dell'Uomo, si introduceva un pacchetto di misure che avrebbero dovuto operare su distinti piani.

Si voleva, quindi, intervenire con l'obiettivo di diminuire, in maniera selettiva e non indiscriminata, il numero delle persone ristrette in carcere.

Ciò, però, sempre senza rivedere la custodia cautelare e senza costruire nuove carceri?

Si diceva, inoltre, che tale obiettivo sarebbe stato perseguito attraverso misure dirette ad incidere sia sui flussi di ingresso negli istituti di pena (ma sempre senza liberalizzare le droghe leggere e senza rivedere la Legge Merlin), che su quelli di uscita dal circuito penitenziario, non solo estendendo la possibilità di accesso all'affidamento in prova al servizio sociale sia ordinario che terapeutico, ma anche ampliando a 75 giorni per ogni semestre di pena scontata in luogo degli attuali 45, la riduzione per la liberazione anticipata.

Certo, tutto ciò dovrebbe servire ad adeguarsi alla Sentenza Torreggiani della Corte Europea dei diritti dell'uomo che ha imposto l'adozione di misure compensative interne per il sovraffollamento delle carceri, il quale ha già fatto condannare l'Italia al pagamento di salatissime somme; ma il metodo usato è decisamente sbagliato.

La norma in esame, inoltre, non solo ha istituito la figura del Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute, ma ha anche introdotto norme dirette a semplificare la trattazione di alcune materie di competenza della magistratura di sorveglianza, sulla quale graverà, in termini organizzativi atteso l'annoso problema della carenza di personale e mancanza e/o inadeguatezza di mezzi, il peso dell'intervento d'urgenza; ma vi è di più: utopisticamente, la genialata in esame interveniva anche sulla disciplina della espulsione per detenuti non appartenenti alla UE!

Nel Paese dei condoni, degli indulti, delle amnistie, delle grazie, della prescrizione penale che per il rispetto di troppe garanzie è sempre in agguato, dei "finti" istituti della difesa di ufficio e del patrocinio a spese dello Stato, nel Paese, insomma, dove la classe politica non riesce a redigere in tempi brevi neanche una Legge Elettorale o nominare un Presidente della Repubblica, si riuscirà a convertire in Legge la "panacea" in questione?

I lettori della presente sezione, ricorderanno che lo scrivente ha già manifestato forti perplessità in merito a certi argomenti, certo non per la paura di essere definito una nuova Cassandra, ma perchè non si fida di una classe politica inetta, impreparata e fallace!!!

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