Vai al contenuto della pagina Vai al menu di navigazione

Studio Legale Fava

Logo dello Studio Legale Fava con immagine di pagine di quotidiani
Ti trovi in: Home > La nostra opinione > I beneffattori della giustizia

I benefattori della giustizia

Di Gianluca Fava - 10-07-2006

Il nuovo codice di procedura penale, in vigore dal 1989, prevede due figure di difensore: Difensore di fiducia e difensore di ufficio.

Un opinione molto diffusa nella realtà campana e forse non solo, è quella secondo cui il difensore di ufficio, la cui figura professionale è prevista e disciplinata dall'articolo 97 del codice di procedura penale nonché dalla legge numero 60 del 6 marzo 2001, differisca da quello di fiducia poiché, mentre quest'ultimo è nominato e retribuito dal cliente, il primo sarebbe nominato e retribuito dallo Stato.

Ecco l'equivoco.

In Italia, per certi versi bisogna dire purtroppo, le cose non vanno così.

Il difensore di ufficio, che secondo dottrina e giurisprudenza (per i "non addetti ai lavori" la prima è costituita dagli studiosi del diritto e la seconda dalle sentenze soprattutto della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale) sarebbe (e per molti versi lo è) equiparato al difensore di fiducia, è un avvocato nominato dallo Stato (Giudice, polizia giudiziaria e Pubblico Ministero) al cittadino che non ha un difensore di fiducia, o questi non è immediatamente reperibile.

Il difensore di ufficio, però, deve essere retribuito dal cliente stesso.

Il professionista che invece è retribuito dallo Stato, a prescindere se è di fiducia o di ufficio, è colui che assiste un cittadino italiano o straniero, che, in virtù di determinati requisiti di reddito previsti dalla legge, è ammesso al patrocinio a spese dello Stato. Il legale nominato di fiducia, ha ottime possibilità di ottenere dal proprio assistito, o l'onorario, o almeno i documenti necessari per corredare l'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

L'avvocato nominato difensore di ufficio, invece, spesso rischia di non conoscere mai il suo assistito nemmeno se incaso di potenziale ed eventuale gratuito patrocinio, questi non dovrebbe far altro che produrre al professionista solo pochi documenti.

Sulla base di quanto sin qui illustrato, bisogna dire che l'istituto della difesa di ufficio, è prevalentemente ad appannaggio di professionisti giovani, i quali sono totalmente penalizzati, perchè, non potendo contare su di un pacchetto clienti di fiducia nutrito, cercano di affidarsi sopratutto i primi anni della professione, alle difese di ufficio, rischiando di diventare puri e semplici "benefattori" della Giustizia in attesa di un serio e tempestivo intervento del legislatore per la risoluzione di questo annoso problema!

Commenti

Se vuoi commentare questo o altri articoli, puoi unirti agli amici dello Studio Legale Fava che si incontrano tutti i giorni sulla nostra pagina Facebook.