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In Italia accade anche questo!

Di Gianluca Fava - 02/02/2015

Gli anni dispari, dal primo aprile al trentuno luglio, quasi tutti i cittadini di età compresa tra i 30 ed i 65 anni possono, presso il proprio comune di residenza, presentare la domanda per essere nominati giudici popolari.

Lo scrivente, nell'aprile 2013 ha presentato detta domanda e all'inizio dell'anno corrente ha ricevuto la convocazione per il 28 gennaio. In tale data, lo stesso si reca nell'aula del Palazzo di Giustizia indicata nel succitato atto. In detto luogo, gli "aspiranti" erano trenta circa.

Ad un certo punto, "appare" un commesso, il quale avvisa, bontà sua, che il numero dell'aula indicato sulla convocazione è errato! Ci si reca, tra sorrisi ironici, brontolii vari e qualche timida ed inutile protesta, nella "nuova" aula indicata. Dopo qualche minuto, sopraggiungono un Presidente di Corte di Assise, un Sostituto Procuratore della Repubblica ed un Cancelliere!

Il Magistrato giudicante procede alla lettura di un elenco relativo all'ordine di sorteggio delle persone convocate. Ciascuno dei "nominati", se presente, deve esprimere la propria accettazione o rinuncia all'incarico. I nominati, però, in quel caso dovevano essere solo dieci.

Dio ha voluto che, tra i dieci, ci fosse anche lo scrivente; infatti, quando si ascolta "Gianluca Fava", il nominato si avvicina e... Colpo di scena! Il Giudice, appena si accorge della cecità del chiamato, si agita, si disorienta, cerca di aggiornarlo su cos'è un processo penale, gli domanda se può firmare e, udite udite, nemmeno i tentativi del "candidato" in questione di spiegargli che si trova al cospetto di un avvocato, che è un penalista, che esercita da più di quattordici anni, che chi lo accompagna non sarebbe mai entrato in Camera di Consiglio così come accade anche quando egli accede ai carceri, sembrano convincerlo! Comunque, purtroppo per il combattivo Magistrato, la nomina è valida e non può essere fatta sparire!

Pochi minuti dopo, però, sopraggiungono alcune persone anch'esse convocate per la nomina a Giudice Popolare. Esse fanno presente al Presidente di essere giunte in ritardo solo perché il numero dell'aula indicato sulla convocazione, come per noi altri, era errato! Il presidente si accorge che tali persone erano state già chiamate e, ovviamente, dichiarate assenti; ma, poiché afferma giustamente che il ritardo non era da imputare alle predette persone, dichiara altresì che le stesse dovevano essere "reintegrate" al posto del non vedente e di altri.

Chi scrive, sbigottito, fa notare che l'errata indicazione c'era stata anche per tutti gli altri convocati, ma che tutti erano presenti quando il succitato commesso aveva indicato la "nuova" aula. Quindi, o si doveva rifare la notifica della convocazione a tutti indicando il numero preciso dell'aula, o gli assenti alla "rettifica orale" fatta dal commesso, non potevano essere reintegrati! Niente, il Giudice Supremo è stato irremovibile!

Certo, oltre lo sconcerto e la ovvia delusione, per gli esclusi cambia poco perché possono essere richiamati altre volte fino al compimento dei sessantacinque anni di età; ma la vicenda porta l'autore di queste poche righe ad una sola esclamazione: in Italia, accade anche questo!!!

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