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2014

Di Gianluca Fava - 16/06/2014

Nella vita c'è sempre da imparare, ma soprattutto, non ci si dovrebbe meravigliare mai di nulla, perchè la madre dei cretini è sempre incinta!!!

D'accordo: l'ignoranza, la cattiveria e la stupidità; ma, quando i presuntuosi ed i saccenti, sostituendo i farisei dei Vangeli pretendono di calpestare il prossimo, allora la questione cambia aspetto ed il sorriso di commiserazione nei confronti dei cosiddetti normali, deve trasformarsi in uno sguardo di disprezzo!

Un non vedente si sente dire, nel corso della propria vita, troppe volte: "come fai a studiare? Come fai a lavorare? Come fai a fare sesso? Come fai a suonare? Come fai a fare sport?"

Allo scrivente, però, sono capitate in questi giorni domande al limite del grottesco; quali? "Come fai a firmare? Non è nullo un contratto firmato da te?" Chi scrive, dopo un primo momento di imbarazzo dettato più dalla compassione provocata dall'interlocutore che da altro, ha domandato all'intelligentissimo: "ti sembrano domande da fare? Soprattutto ad un avvocato penalista che esercita da quattordici anni?"

Allora, atteso che nel 2014 ci si imbatte ancora in certi individui, si desidera chiarire: c'è una Legge, la n° 18 del tre febbraio 1975, che afferma all'articolo 1: "la persona affetta da cecità congenita o contratta successivamente, per qualsiasi causa, è a tutti gli effetti giuridici pienamente capace di agire, purche' non sia inabilitata o interdetta a norma degli articoli 414, 415 e 416 del codice civile"; ma vi è di più: all'articolo 2 la medesima norma afferma: "la firma apposta su qualsiasi atto, senza alcuna assistenza, dalla persona affetta da cecità, è vincolante ai fini delle obbligazioni e delle responsabilità connesse".

L'articolo 3, poi, fuga anche il possibile ed "altruistico" dubbio legato all'eventualità che il privo della vista possa essere ingannato: "per espressa richiesta della persona affetta da cecità è ammessa ad assistere la medesima, nel compimento degli Atti di cui all'articolo 2, o a partecipare alla loro redazione, nei limiti indicati dall'interessato, altra persona cui egli accordi la necessaria fiducia.

La persona che, ai sensi del comma precedente, presta assistenza nel compimento di un atto, deve apporre su di esso, dopo la firma del cieco, la propria, premettendo ad essa le parole "il testimone". La persona che, ai sensi del primo comma, partecipa alla redazione di un atto, deve apporre su di esso, dopo la firma del cieco, la propria, premettendo le parole partecipante alla redazione dell'atto".

Infine, il quarto ed ultimo articolo del dettato legislativo in esame, afferma: "quando la persona affetta da cecità non è in grado di apporre la firma, effettua la sottoscrizione con un segno di croce; se non può sottoscrivere neppure con il segno di croce, ne e' fatta menzione sul documento con la formula impossibilitato a sottoscrivere.

Nei casi previsti nel comma precedente il documento e' perfezionato con l'intervento e la sottoscrizione di due persone designate ai sensi dell'articolo 3."

Sinceramente non ci si immaginava che uno Stato civile avesse bisogno di una Legge del genere; ma, soprattutto, non ci si immaginava che, nel 2014, fosse ancora necessario ricordarla e spiegarla!!!

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